La Valle del Sinni : la valle del Silenzio e del Sapere lungo il suo fiume

La Valle del Sinni occupa la parte meridionale della Basilicata e comprende un territorio completamente montuoso, tra il parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e del Lagonegrese.

Vedi anche Parco Nazionale del Pollino

Vedi anche parco Nazionale dell’Appennino Lucano eLagonegrese a Val d’Agri

Indice

La valle ha un tratto collinare nella parte centrale del fiume Sinni e diventa via via più pianeggiante man mano che si estende verso il Mare Jonio. I paesi che si affacciano lungo il fiume Sinni sono chiamati “terre del Silenzio”, i comuni in questione sono: Rotondella, Valsinni, Colobraro, tursi, Senise, Francavilla sul Sinni, Latronico sono i borghi maggiormente rappresentativi delle valle del Sinni e anche i più densamente popolati.

Rotondella il balcone sullo Ionio

Rotondella -panorama al tramonto

Rotondella paese antico risalente sin dal Neolitico, in Latino Torunda Maris viene anche soprannominato il balcone dello Ionio e comprende un importante patrimonio archeologico tra cui un antico villaggio neolitico situato in contrada Piano Sollazzo.

Nel centro storico di Rotondella è moto caratteristica la chiesa matrice dedicata a Santa Maria delle Grazie, n e la chiesa di Sant’Antonio da Padova, appartenente al convento francescano degli Zoccolanti. La chiesa ed il convento, edificati nel 1652, la chiesa conserva un bellissimo altare in marmo policromo euna serie di palazzi nobiliari di pregio.

Valsinni e il parco letterario di Isabella Morra

val sinni Castello di Isabella Morra

Valsinni è un atico borgo medioevale, famoso per essere la residenza della sfortunata poetessa Isabella Morra che dimorò nel suo castello dal 1520 al 1545, A scoprire gli scritti di Isabella Morra Croce cbe nei primi del ‘900, e dfini la poetessa una della voci più originali e autentiche compositrici della lirica rinascinamentale del sud Italia.

A soli 25 anni Isabella fu accusata di aver avuto una relazione con il nobile feudatario, Diego Sandoval De Castro, e per questa ragione fu uccisa da 3 dei suoi 7 fratelli. Alla poetessa è stato dedicato il Parco Letterario che ne racconta la storia, valorizzando i luoghi che hanno dato ispirazione all’arte poetica di Isabella. Sui prospetti del castello possioamo ammirare da una parte il monte Coppolo, con la passeggiata verso Lagaria antica città fondata da Epeo, il costruttore del cavallo di Troia, mentre dell’altra parte si ammira il centro storico di Valsinni con la vallata del fiume Sinni.con cenacoli sotto le stelle, rappresentazioni teatrali e visite guidate

Uno dei momenti più significativi da riviveree a Valsinni è l’estate di Isabella Morra quando nel mese di agosto si commerora le serate vissute al tempo di Isabella e visite guidate al castello dove visse Isabella. Il tutto è allietato con musiche rinascimentali con menestrellie giullari. La stessa atmosfera rinascimentale si può vivere anche durante l’inverno quando nelle vacanze natalizie, si rivive il Natale di gafil (archi aperti nella roccia che mettono in comunicazione più case) di Isabella . Nell’occasione si organizzano mostre d’arte e artigianato locale, piatti tipici della tradizione lucana, con esposizione di presepi in gara tra loro.

Il ristorante del Borgo accogli i suoi ospiti nel ristorante davanti al castello di Isabella Morra. Propone i piatti della tradizione locale di Valsinni,, tra cui le tradizionali lagane e ceci con zafferano.

Valsinni saluta i suoi ospiti col gli scritti di Isabella, scolpite su grandi quadri posti all’entrata del borgo antico medioevale.

Colobraro dove la jella ha portato fortuna

Colobraro panorama

Ci spostiamo nel paese di Colobraro il paese di cui non pronunciava più il nome, perchè una superstizione voleva che portasse “jella”. Fu il podestà del piccolo borgo, Don Virgilio, che ne attirò la maledizione , quando dopo aver pronunciato la fatidica frase “Se non dico la vertà, che possa cadere questo candelabro”, si staccò dal soffitto , uccidendo i suoi accusatori.

Ma nella sfiga i Colobraresi ne nnel mese di agostondohanno fatto un punto di forza, organizzando nel mese di Agosto ogni martedie venerdi, il percorso tratrale “Sogno di una notte a quel paese”. Durante l’evento, tra vecchi detti popolari, amuleti contro il malocchio e formule magiche si viviono le nottate estive piene di superstizione di tutta la Basilicata.

Anche l’antropologo Ernesto De Martino nel suo libro “il Sud E La magia”, descrivendo la storia dellas figa di Colobraro. Partendo dal borgo antico e procedendo verso il castello fino alla chiesa di San Nicola di Bari in stile romantico, a tre navate, è possibile ammirare uno dei personaggi più straordinari della Basilicata, dave da uno dei punti della collina da cui è possibile vedere nei giorni di maggior chiarore il capo di Santa Maria di leuca.

Senise e il suo peperone IGP

Castello di Senise

Raggiungendo Senise, andando per la Sinnica si incontra la più grande diga in terra battuta d’Europa, la mestosa diga di Monte Cotugno. Sbarrando il percorso del fiume Sinni, crea un grande lago artificiale, dove ogni anno si organizza “la Magna Grecia, il mito delle origini”, dedicato allo sbarco degli antichi graci in Basilicata.

Una vota arrivati a Senise, passeggiando per i vicoli del borgo medioevale del 1200, bellissimi i palazzi nobiliari come anche la chiesa dedicataa San Francesco che risale al XIV secolo. Senise è famosa per il suo peperone “crusco”( In dialetto senisene vuol dire croccante) che rappresenta uno dei prodotti più in uso in Basilicata e non solo.

Il peperone IGP di Senise si usa in vari condimenti, e si può mangiare anche da solo per apprezzare appieno la sua croccantezza. La ricchezza del patrimonio architettonico e artistico che contraddistingue Francavilla sul Sinni, dove si possono visitare i rsti del “Castello di Rubbio”, oppire la Certosa di San Nicola, dedicato al santo traumaturgo di Bari.

Visitando la chiesa di San Felice e san Policarpo (protettori del paese) si scorge la bellezza della grande tela dedicata alla “Presentazione di Gesù al Tempio” e quella della Madonna in Trono. Interessante anche i nasconfigli del brigante Antonio Franco, seconndo brigante del Risorgimento lucano dopo Carmine Brocco. Le passeggiate nei boschi sono di una suggestione unica, vicino al fiume Sinni, dove sgorga acqua minerale e solforosa.ra i sapori più genuini è possibile gustaregli asparagi e i perperoni cruschi, oppure i raschiatelli (una via di mezzo tra i cavatelli e le orecchiette pugliesi) cotti con ricotta stagionata e peperone crusco intero o a scaglie, nella spendida cornice del ristorantestorico la Fontan del tasso.

Latronico e le sue acque sulfuree

Latronico – Panorama

Ultimo paese da visitare, ma non meno importante Latronico, sorge alle pendice del Monte Alpi nelle vicinanza è stato ritrovato un villaggio che risale al Neolitico. Qui si può apprezzare la qualità dell’aria, la terra fertile e l’acqua limpida delle sorgetnti vicinee in localita Calda si possono apprezzare le sorgenti termali, infatti vi è un impianto di bagni termali. Nell’acqua delle sorgenti Grande e Media, prevale l’anione bicarbonato HCO2 ed in misura minore solfato SO. I cationi presenti sono, nell’ordine: Ca (mg.91.59); Na 22.70; Mg 14.53; K 5.90. Le due acque possono classificarsi: Acque Bicarbonato Calcica (meglio Bicarbonato-Solfato Calcica).

Da visitare lo spazio culturale MULA+, composto dal Museo civico archeologico, e il museo dellea rte e dei mestrieri antichi, il museo del temilismo e la bilioteca comunale. Passeggiando lungo le vie del centro storico sono ben visibili gli antichi palazzi nobiliari. I sapori genuini del territorio si possono gustare nelle trattorie del paese, oh acquistabili nelle botteghe e sono grarantiti dall’utilizzo di prodotti certificati dal marchio del parco del Pollino.

Tipicità della valle del Sinni e del Pollino

Biscotto a otto

Il Biscotto a Otto è un semplice scaldatello, cioè un biscotto prima scaldato in acqua bollente e poi cotto in forno. La sua caratteristica è la forma, quella dell’otto, simbolo magico e dell’infinito. Gli ingredienti sono solo farina bianca, acqua e sale. La farina deve essere di antico grano Carosello, un grano tenero di montagna coltivato fra i 600 e i 1000 metri di altitudine, la cui spiga si presenta rapata, “carosata” in dialetto. L’acqua è quella caratteristica della Calda di Latronico, le cui acque sono moderatamente sulfuree.

Fagiolo Bianco e Poverello di Rotonda

I fagioli bianchi come il tondino o il poverello bianco di Rotonda, prodotto a denominazione di origine protetta, sono coltivati soprattutto nella Valle del Mercure. Vengono seminati entro la prima metà di giugno e raccolti a mano tra settembre ed ottobre; non si adattano ad altitudini inferiori ai 600 metri e prediligono luoghi con temperature massime estive intorno ai 30°, il che rafforza il contenuto in zuccheri semplici.

Lenticchia di Mormanno

La Lenticchia di Mormanno è piccola e dal colore che va dal rosa, al verde o al beige, probabilmente di origine mediorientale e asiatica. La lenticchia di Mormanno si credeva perduta fino a quando, alcuni anni fa, i tecnici dell’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo della Calabria (Arssa) hanno recuperato piccole quantità presso alcuni agricoltori che l’avevano conservata per autoconsumo e si è deciso di promuoverne nuovamente la coltivazione.
Seminate ad aprile e raccolte ad agosto quando le piantine sono già essiccate in campo. La cottura è velocissima: senza ammollo è pronta da servire in 30 minuti.

Liquori con prodotti tipici del Pollino

Tutti i liquori sono realizzati utilizzando frutti spontanei dell’area del Parco del Pollino e lavorati, esclusivamente, con metodi manuali.

Melanzana rossa di Rotonda

La coltivazione della melanzana rossa di Rotonda si caratterizza sia per la tecnica di tipo tradizionale che per la metodologia di trasformazione, legata alle usanze del luogo. La raccolta viene fatta a mano con forbici asportando una piccola porzione di peduncolo. E’ un prodotto a denominazione di origine protetta.

Miele del Pollino

Il miele del Pollino è un prodotto artigianale, morbido, dolce, dai profumi intensi. E’ un alimento semplice utilizzato, soprattutto, nella preparazione di dolci. Tante sono le varietà di miele disponibili: miele millefiori, miele di eucalipto, melata, erica, arancio e acacia.

Olio extravergine d’oliva

La coltivazione dell’olivo trova larga diffusione in tutta l’area del Parco dove svolge anche una importante funzione di salvaguardia dell’assetto idrogeologico e del patrimonio di biodiversità.

Paddaccio

Il Paddaccio (formaggio) si ottiene dalla trasformazione del latte derivante da allevamenti di pecore e capre allevate al stato brado e semibrado nel massimo rispetto del benessere animale, residenti nell’area del Parco Nazionale del Pollino.

Pecorino a latte crudo

Il pecorino a latte crudo si ottiene scaldando il latte fino ad una temperatura di 38/39°C. A questa temperatura viene aggiunto il caglio di agnello o di capretto in pasta. Dopo circa 30-40 minuti la cagliata è pronta per la rottura in piccoli grani. La massa caseosa viene estratta dal siero e depositata nelle fuscelle dove viene lasciata sgrondare per una quindicina di minuti.

Pecorino a pasta dura

Il pecorino a pasta dura si ottiene dalla trasformazione di latte ovi-caprino e prodotto con latte di pecora intero e crudo tra il 50 ed il 90%, percentuale che arriva addirittura al 100% nel caso di formaggi ovini, sempre a pasta dura.

Peperone di Senise

Il peperone di Senise ha il marchio IGP dal 1996. E’ prodotto a Senise ed in altri dodici paesi della valle del Sinni. Si distingue per la polpa sottile e per il basso contenuto di liquidi, che ne facilita l’essiccazione al sole. E’ un ortaggio che può essere gustato fresco o secco dopo essere stato fritto in abbondante olio d’oliva.

Pomodoro costoluto

Il pomodoro costoluto è un ortaggio da utilizzare fresco, si consuma quindi all’insalata o su bruschette, anche se anticamente, veniva usato anche per le conserve, abitudine presente ancora in alcune zone del Parco.

Ricotta Salata

La ricotta è uno dei formaggi più antichi, la sua diffusione è attribuibile al basso costo ed al suo facile impiego in cucina. Considerata un tempo il cibo dei poveri, oggi costituisce una fonte proteica di alto valore biologico e facile digeribilità. La ricotta tenera ha una consistenza pastosa, quella stagionata dura ed uniforme.

Soppressata del Pollino

La Soppressata del Pollino è preparata con la parte magra del filetto e della coscia del suino. Insaporita con lardo a cubetti, sale, pepe nero in grani e macinato di peperone dolce di Senise, viene insaccata in budello naturale, e lasciata ad asciugare in locali con soffitto in legno, con leggera affumicatura, prima della fase della pressatura che conferisce al prodotto la tipica forma schiacciata.

Tartufo del Pollino

Nel territorio del Parco nazionale del Pollino sono presenti ben otto delle nove specie di tartufo commestibili presenti in Italia (l’unico tartufo non presente è quello nero di Norcia) e, in particolare, sono frequenti: il tartufo mesenterico o tartufo nero di Bagnoli, il tartufo estivo o scorzone, il tartufo uncinato e il tartufo nero d’inverno o tartufo moscato.
A questi va aggiunto il tartufo bianco pregiato, che nel Pollino prende il nome di tartufo bianco del Serrapotamo, o di Re bianco di Carbone.

Dove comprare i prodotti Tipici

Panificio Bitonte

Laboratorio artigianale dove provare squisitezza regionali e del territorio del Parco del Pollino. Sfoglie, dolci e ciambelle fanno il paio con pizzette, rustici e calzoni di verdure o di canre. Via gianturco 61, Valsinni

Agrocarne Sud

Azienda che seleziona attentamente gli animali e li alimenta colo con prodotti nobili (granone, orzo, semnti elette) e lavora esclusivamente la carne di animali allevati allo stato brado, come la vacca podolica e i suini del solo territorio del Pollino. Si possono acquistare prosciutti, capocolli, settembrini, filetti, pancette, pressatelle e salami vari. Contrada Graffia, Latronico, www.agrocarne.it

Dove dormire nella Valle del Sinni

Agriturismo Il Terrazzo sul Sinni – Rotondella

Situato a Rotondella in provincia di Matera, su un territorio pianeggiante a 500 mt dal fiume Sinni, fa parte di un’ azienda agricola condotta con metodi biologici dal 1998 e presenta le seguenti colture: albicocco, kiwi, susino, agrumi, olive, ciliegie e cereali.

La struttura agrituristica è situata a fianco del fabbricato padronale, si tratta di un piccolo agriturismo a carattere familiare, composto da tre appartamenti accoglienti e confortevoli arredati con la sobrietà tipica degli alloggi rurali della zona. Vi è anche un ristorante, la sala didattica, un campo da calcetto e un parco giochi per bambini.

La Mia casa sulla collina -Valsinni

Sospesa tra mare e monti a 20 minuti d’auto dalle spiagge ioniche, inserita nella splendida cornice del Parco Nazionale del Pollino in una realtà antica ed affascinante. La Mia Casa Sulla Collina è situata nel borgo antico di Valsinni (MT) a pochi passi dalla Chiesa Madre, ai piedi del Castello Medievale Isabella Morra. Il castello è posto sul punto più alto del centro storico e custodisce ancora oggi opere, documenti e scritti testimonianti la vicenda della giovane Isabella Morra, poetessa lucana del XVI secolo. Ogni tanto qualcuno afferma di vedere la figura di Isabella al di sopra dei bastioni del Castello. OFFERTA FAMIGLIA 4×3 Bambini da 0 a 6 anni: Gratis! Bambini da 7 a 12 anni: 50% di sconto! 4 adulti, solo 3 pagano!

La casa dei panorami – Colobraro

La Casa dei Panorami di. Il Colobraro si trova a Colobraro. Tutte le unità abitative sono dotate di balcone, angolo cottura completamente attrezzato con frigorifero, area salotto, TV, lavatrice e bagno privato con bidet e asciugacapelli. Se desiderate viaggiare leggermente, potrete usufruire di asciugamani e lenzuola a un costo aggiuntivo. Al mattino vi attende una colazione all’italiana. La Casa dei Panorami vanta una terrazza e un salone in comune.

Den Hotel Terme – Latronico

Il Den Hotel Terme di Latronico offre sistemazioni a 3 stelle con terrazza. Questo hotel a 3 stelle offre la connessione Wi-Fi gratuita. Potrete usufruire di un bar. Al mattino vi attende una colazione all’italiana. La reception dell’hotel sarà lieta di fornirvi suggerimenti sulla zona. Maratea si trova a 44 km da Den Hotel Terme, mentre San Severino Lucano si trova a 35 km dalla struttura.
Numero di camere: 13

La Masseria Lolivia – Senise

Generale

Offrendo un parcheggio privato gratuito, un giardino e una terrazza solarium, La Masseria Lolivia Villa è situata a 9 km da Museo Archeoantropologico Lodovico Nicola di Giura. La villa in campagna è composta da 3 camere da letto.

Posizione

Il centro di Senise si trova a 1 km dalla villa. Gallipoli è a 142 km da questa villa.

La Masseria Lolivia Villa offre l’alloggio eccellente a Senise, accanto a Chiesa di San Francesco.

Camere

Dispone di un angolo cottura, così come di controllo della climatizzazione individuale, pay TV e una cassetta di sicurezza nelle camere. Alcune camere da letto offrono letti matrimoniali, letti singoli e divani letto. Ha un bagno con un asciugacapelli e articoli da toeletta gratuiti.

Relax

La Masseria Lolivia Villa include anche una piscina esterna stagionale. Gli ospiti possono usufruire di un bar, un salone in comune e un campo da tennis che sono disponibili in loco.

Dove mangiare nella Valle del Sinni

Le lamie di Suriano Vincenza

La cucina di Vincenza Suriano è quella tipica di Rotondella, resa ancora più preziosa dal panorama del mar Ionio, che gli ospiti possono godere nella terrazza panoramica del ristorante, Speciaalita della sua cucina i”i pastizz” cioe calzone al forno farcito con carne di maiale. Rotondella

Alla corte del Mangia

Cucina tipica Lucana in un ambiente rustico e accogliente, Da provare i frizzuli, specialità della casa: si tratta di una pasta fatta in casa utilizzando un ferretto specifico del luogo. Su ordinazione, anche il castrato di caprettone in umido, in dialetto “carna a us da fer” Contrada Pardo 1 -Colobraro

Villa Del Lago

Cucina tipica del senese, dove provare le spiacialità lucane, Da provare assolutamente il peperone IGP di Senise, che qui viene proposto negli antipasti, nei primi e nei secondi. Ottime le salsicce rosse con polvere di peperone crusco. Contrada Chianizzi Senise.

25 pensieri riguardo “La Valle del Sinni : la valle del Silenzio e del Sapere lungo il suo fiume

  • 4 Giugno 2019 in 15:36
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    molto suggestivo i castello di Senise e quanto alle ricette locali ed i piatti tipici devo dire che mi hai incuriosita non poco

    Risposta
  • 4 Giugno 2019 in 17:25
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    La Valle del Sinni credo sia tra i posti più belli e affascinanti che abbia visto nella mia vita. Articolo prezioso per chi desideri andarci, o come nel mio caso, tornarci.

    Risposta
  • 4 Giugno 2019 in 20:17
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    ma quante meraviglie questa valle del sinni e che delizie le sue proposte culinarie

    Risposta
  • 4 Giugno 2019 in 22:38
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    Che voglia di tornare al sud… e che meraviglie culturali e gastronomiche abbiamo in Italia! Grazie per questa panoramica sulle eccellenze lucane.

    Risposta
  • 5 Giugno 2019 in 09:01
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    Proprio vero che l’Italia è bellissima tutta, dal nord al sud, ed ogni regione ha le sue particolarità e bellezze!
    Bellissimo articolo, complimenti!

    Risposta
  • 5 Giugno 2019 in 15:17
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    Della tua terra ho visto solo Matera purtroppo. Secondo te, qual è il momento migliore per visitare la valle del Sinni durante l’anno? Forse a Luglio e Agosto fa troppo caldo?

    Risposta
    • 10 Giugno 2019 in 10:37
      Permalink

      Ad Agosto io ti consiglierei sul Pollino come rifugio Fasanelli oppure Rifugio Baita Del Gaudolino, puoi pernottare a Rotondella così il mare non è molto distante,

      Risposta
  • 5 Giugno 2019 in 17:43
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    luoghi davvero affascinanti, poi la natura la fa da padrona ed è davvero un toccasana, i piatti tipici da te citati fanno venire voglia di mangiare le eccellenze gastronomiche del sud Italia sono davvero numerose

    Risposta
  • 5 Giugno 2019 in 18:20
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    Mi hai portato in un tour fantastico e suggestivo che non conoscevo, mi attirano sia i monumenti che il buonissimo cibo locale, ciao

    Risposta
  • 5 Giugno 2019 in 18:42
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    Scoprire i prodotti tipici di un luogo o di una regione è sempre bellissimo!

    Risposta
  • 6 Giugno 2019 in 01:34
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    L’antico borgo di Valsinni mi affascina moltissimo così come le caratteristiche architettoniche della zona.

    Risposta
  • 7 Giugno 2019 in 13:47
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    Purtroppo non conosco affatto questi luoghi. Ho le ferie solo in inverno, da novembre a febbraio ma mai nel periodo estivo. Quali localita’ mi suggerisci in questo periodo?

    Risposta
  • 7 Giugno 2019 in 19:37
    Permalink

    Non sono mai stata nella Valle del Sinni ma mi piacerebbe tantissimo da come ne parli, sia per i monumenti ma anche per il cibo.

    Risposta
  • 7 Giugno 2019 in 20:37
    Permalink

    Sono letteralmente affascinata dalla storia di Isabella Morra e del suo castello così ricco di fascino e suggestione. Sembra quasi di poter respirare l’aria di cultura ed eventi che le sue mura custodiscono. L’idea poi che in inverno degli archi incastonati mettano in comunicazione case e persone rende tutto ancora più sorprendente.
    Maria Domenica

    Risposta
  • 8 Giugno 2019 in 02:51
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    Questi luoghi sono davvero affascinanti e spero di poterli visitare un giorno. A proposito, hai visto che a continuare a dire che non ci sono i trasporti adeguati per il sud, Trenitalia ha aggiunto nuovi treni? Complimenti comunque per il post, interessante ed esaustivo.

    Risposta
  • 8 Giugno 2019 in 23:19
    Permalink

    Grazie per avermi fatto conoscere questa meravigliosa valle, ricca di fascino e tradizioni.

    Risposta
  • 9 Giugno 2019 in 11:07
    Permalink

    Mi piace molto la Valsinni perché è un posto che ha molto da offrire, e poi la cucina della zona mi fa impazzire!

    Risposta
  • 9 Giugno 2019 in 18:56
    Permalink

    Sono luoghi davvero incredibili e affascinanti che non conosco quasi per nulla. Anche se in particolare il Pollino è da un po’ che l’ho punto. Traggo spunto dal tuo articolo per organizzare un viaggio on the road in questi splendidi luoghi. E quanti prodotti tipici….

    Risposta
  • 9 Giugno 2019 in 22:55
    Permalink

    La valle dei Sinni, non è la prima volta che ne sento parlare, ma dopo aver letto il tuo post è decisamente da visitare!

    Risposta
  • 9 Giugno 2019 in 23:22
    Permalink

    Per me che amo la Basilicata questo blog è una vera chicca. Ma credo lo sia un po’ anche per altre persone. Ogni volta imparo qualcosa di nuovo e la voglia di tornare aumenta.

    Risposta
  • 10 Giugno 2019 in 08:13
    Permalink

    Una zona che non conoscevo, dovrò andarci ed assaporare tutte le bontà del posto.

    Risposta
  • 10 Giugno 2019 in 09:29
    Permalink

    Tra un mesetto scendo in Basilicata per la prima volta. Farò Matera ma vorrei visitare anche i dintorni quindi il tuo articolo mi sarà davvero utile

    Risposta
  • 11 Giugno 2019 in 06:40
    Permalink

    Conosco benissimo queste zone perchè sono originaria della Val d’Agri e sono sempre tra felice ogni volta che qualcuno ne scrive. Credo soprattutto che le zone verdi del lagonegrese e il parco letterario di isabella morra valgano bene qualche giorno di viaggio.

    Risposta
  • 11 Giugno 2019 in 09:55
    Permalink

    bellissimi questi borghi della Basilicata e quanti prodotti tipici…… come del resto in tutta Italia si deve mangiare davvero molto nome

    Risposta

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