Se l’antropologo Ernesto De Martino arrivò a Colobraro per sbaglio perchè pensava di trovare la più nota fattucchiera di Basilicata, i visitatori non sbaglieranno a scegliere di vivere un qualsiasi martedì o venerdì di Agosto ed essere trasportati da Caronte lungo le strade di un borgo che si diverte a fare ironia sulla sfiga.

Il borgo di Colobraro

Arroccato su una montagna, Colobraro si affaccia, sulle slendite campagne lucane e in lontanza il Mar Ionio.

La festra della Jella che porta fortuna

Da qualche anno il comune ha lanciato questa iniziativa che si svolge d’estate, che punta a far conoscere la storia diCOlobraro. Il percorso è a piedi,e a turni, accomgnati dagli stessi abitanti del paese che interpretano personaggi pensati a tavolino

Una festa tra credenze e superstizioni

E’ una storia di fattucchiere e dispettosi monachiccchi, quella di Colobraro, chiamato “quel paese” perchè a casusa di alcune sfortunate vicende si pensava- e si pensa ancora, che chiamarlo col suo nome porta Jella

Come si svolge la festa di Agosto” una sera d’agostoa quel paese”

Grazie alla manifestazione “Sogno di una notte a quel paese”, la quasi fattucchiera Elena, coadiuvata da tanti amici, accoglie i visitatori presso l’Infopoint del Palazzo delle Esposizioni.

Chi decide di partecipare agli spettacoli, per scaramanzia, affinchè non si dica che sia sto colpito dalla sfortuna proprio a “Quel Paese”, viene munito del “cinciocchi” .

E’ un amuleto che rimanda a ricordi lotani, quelli in cui le nonne consegnavano al nascituro in miniatura in segno di buon augurio. Dopo aver indossato l’amuleto, il visitatore è pronto per girovagare lungo le vie degli incantesimi.

Viene condotto nel borgo antico, dove trenta figuranti mettono in scena i momenti salienti di vita contadina legati alle credenze popolari e alla agia.

Protagonisti onoo le fattucchiere abilie maldestre nel fare e nel togliere malefici e i monachielli, ovvero spiritelli più dispettosi che ne combinano di tutti i colori, tra risate e malocchi vive il momento dell’affascino.

Dopo la presa d’occhio viene mal di testa e per guarire nasta dire una preghiera segretissima così passa presto. Non mancano i pettegolezzi che spesso generano liti e negatività tra i residenti del borgo.

Tutti sono contro tutti, poi si fa finta e si va avanti lo stesso. Equando arriva il momento in cui viene individuatala persona del pubblico che deve impersonare il morto allora si ride davvero.

La moglie farà finta di strapparsi i capelli e accompagnata fa un pubblico delirante farà scappare via il marito.

Ma lo spettacolo finisce sul più bello, quando la moglie inseguna visita ue il marito ridendo e pregandolo di tornare a casa.

Si continua con una visita a quel paese tra mercatini di magia e oggetti scaramantici per poi concludere con la degustazione dei Frizzuli, fatto con semola rimacita di grano dure e lavorati con il ferro dell’Ombrello.

Si assaggia la carne a ‘us del a fer (carne dei momenti della fiera), ingenere castrato di stracotto condito e speziato.

Il dolce di marmellata di “pera dignora” non può mancare. E’ così a Colobraro nasce la magia dei luoghi con viste mozzafiato sullo Ionio, sul golfo di Taranto, sul Massiccio del Pollino, sui letti dei fiumi Sinni, Agrie Sarmento,sui calanchi di Aliano e sulla diga di Monte Cotugno

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here