Dove dormire in basilicata consigli e strutture

Addentrandosi nell’entroterra lucano, noteremo le vaste distese desertiche disseminati qua è la da boghi sulle alture delle colline, dai paesaggi lunari dei calanchi di Aliano, dalle gravine di Matera con la sua collina denominata Murgia, piena di anfratti e con tante testimonianza medievali, delle chiese rupestri che si incontrano nel territorio Murgiano, alla maestosità del Parco del Pollino, del monte Sirino, delle montagne delle Dolomiti Lucane e del Vuture ricco di acque minerali.

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Se siete in cerca di silenzio e contemplazione, dove sentire forte gli odori e la scarsa presenza dell’uomo la Basilicata è l’ideale per trekking, cicloturismo, birdwaching nei parchi regionali quali quello si San Giuliano oh del Bosco Pantano a Policoro.

La collocazione ideali sono gli agriturismo, o le strutture che consentono l’affitto di Bici o mountain Bike per addentrasi nei meravigliosi percorsi boscosi della Basilicata le Provincie della basilicata sono 2 Potenza e Matera.

Peculiarità di Potenza e Provincia

La provincia di Potenza, una delle due province della Basilicata, conta complessivamente cento comuni, tra cui appunto Potenza, il capoluogo di Regione più alto d’Italia (819 metri).

Più estesa dell’altra provincia lucana, quella di Matera, l’area di Potenza si caratterizza per la molteplicità degli ambienti che la compongono. Difatti al suo interno sono presenti varipoli industriali, come quello di San Nicola di Melfi, ma anche ambienti prettamente naturali come il lago di Monticchio ed i laghi artificiali di Monte Cotugno, del Pertusillo, di Acerenza e del Rendina.

Inoltre, la costa di Maratea, unico sbocco sul mare della provincia, la zona centrale della foresta lucana, il vasto Parco Nazionale del Pollino, condiviso con la provincia di Matera e la Calabria e le riserve naturali del Lago Pantano di Pignola (gestita dal WWF) e dell’Abetina

Cosa Vedere nella Provincia di Potenza

Nonostante sia stata in gran parte ricostruita in seguito ai numerosi terremoti che l’hanno colpita nel corso dei secoli (l’ultimo nel 1980), Potenza conserva numerose e importanti testimonianze del passato. Tra i monumenti da visitare ricordiamo: il Duomo, costruito nel XII secolo e rimaneggiato in epoca neoclassica, che conserva pregevoli opere d’arte; la Torre Guevara, traccia di un antico castello medievale; la Villa Romana di Malvaccaro, caratterizzata da alcuni pregevoli mosaici; l’Edicola di San Gerardo, un piccolo tempietto eretto nel XIX secolo per ospitare una veneratissima statua del Santo; il Museo Archeologico Nazionale e il Museo Archeologico Provinciale, in cui sono conservati numerosi reperti legati alle vicende storiche di Potenza e l’Archivio di Stato con documenti a partire dal Trecento e numerose pergamene.

Meritano una visita anche la Chiesa romanica di San Michele Arcangelo, edificata nel XII secolo in stile romanico, che custodisce al suo interno opere interessanti come la  “Madonna del Carmine” e la “Madonna del Rosario e quindici misteri” e la Chiesa di S. Maria del Sepolcro, risalente al XII secolo, al cui interno si può ammirare un bassorilievo in marmo raffigurante una “Madonna col Bambino ed angeli”. 

Nelle immediate vicinanze di Potenza sono da segnalare i borghi di Tolve e di Vaglio Basilicata, nei cui dintorni si trovano un abitato indigeno e il santuario della dea Mefitis, tra i più antichi della regione. Nella zona nord-occidentale di Potenza sorgono invece una serie di borghi immersi nella natura, circondati da verdeggianti  e profonde vallate oppure da boschi di cerri, castagni, faggi e abeti. Tra questi ricordiamo Muro Lucano, con il suo Castello, la Cattedrale e il Museo archeologico nazionale. 

Tra le cittadine situate a Sud del capoluogo, nella montuosa area del Melandro, sono da visitare il borgo medievale di Brienza, Picerno e Vietri di Potenza. Nella zona sud-orientale della Provincia sorgono le Dolomiti Lucane, cuore dell’omonimo Parco Naturale Regionale, con gli incantevoli borghi di Brindisi di Montagna, Castelmezzano e Pietrapertosa, il comune più alto della Basilicata con i suoi 1088 metri. 

Nella parte settentrionale della Provincia si trova la zona del Monte Vulture, un vulcano spento interamente ricoperto di boschi mentre, nel territorio circostante, sorgono due importanti castelli. Il primo è Castel Lagopesole, situato nel comune di Avigliano e voluto dall’imperatore Federico II di Svevia, che lo fece costruire nel 1242 sui resti di precedenti costruzioni. Tra le particolarità del castello, c’è la presenza, al suo interno, di una chiesa vera e propria, a differenza di altre costruzioni analoghe dell’epoca che ospitavano al proprio interno una semplice cappella. Il secondo è il Castello di Melfi, anch’esso fatto costruire da Federico II sui resti di una precedente fortificazione. Il castello si trova nel cuore dell’omonimo e suggestivo borgo medievale, che merita senza dubbio una visita. 

Parlando di castelli, va citato anche il Castello di Venosa, cittadina famosa per aver dato i natali al celebre poeta latino Orazio. Oltre al Castello, che ospita il Museo archeologico nazionale, sono da visitare la Cattedrale, l’Abbazia della Trinità e il Parco Archeologico, una vasta zona di scavi della quale fanno parte le terme, la domus, i complessi residenziale ed episcopale, la chiesa incompiuta e l’anfiteatro. 

A poca distanza da Venosa si trovano inoltre Catacombe ebraiche e cristiane. Da segnalare nella zona anche la Cattedrale di Acerenza. Nella zona della Provincia a ridosso della costa tirrenica merita una visita, inoltrem l’Area archeologica di “Grumentum”, un’antica città romana fondata nel III secolo a. C. di cui rimangono numerosi resti: il teatro, il tempietto italico, la domus con mosaici, l’area del Foro con il Capitolium, l’Augusteo, la Basilica e l’anfiteatro. Nei pressi dell’area si trova il Museo Nazionale dell’Alta Val D’Agri. Vanno inoltre menzionati i borghi di Moliterno, Marsico Nuovo, Viggiano, Rivello e Lagonegro. 

Infine, sulla costa Tirrenica, si trova l’incantevole cittadina di Maratea, con il centro storico e le strette e suggestive stradine di impianto medievale. Maratea è chiamata anche la “città delle 44 chiese” per il gran numero di edifici religiosi che vi sorgono, tra cui la Chiesa dell’Annunziata, la Chiesa dell’Immacolata e la Chiesa di S. Maria Maggiore. Poco lontano dal centro città, sul monte San Biagio, si trovano inoltre i ruderi di Maratea vecchia, il Santuario di S. Biagio e la statua del Redentore

Cosa Fare nella provincia di Potenza

Agli amanti del mare, la provincia di Potenza offre 30 chilometri di costa con acqua cristallina, piccole spiagge nascoste, verde a picco sugli scogli e panorami indimenticabili. Ci sono numerose le possibilità per gli amanti delle attività subacquee: dall’immersione alla fotografia subacquea alla pesca in superficie o in apnea. E ancora, escursioni in barca, sci nautico, canoa e windsurf. 

Gli appassionati di speleologia privilegeranno la costa a nord di Maratea, ricca di grotte, tra cui la grotta del Sogno, la grotta del Dragone, la grotta dei Monacelli e la grotta di Marina di Maratea. 

A chi pratica escursionismo e trekking, la provincia offre mete indimenticabili in tutte le stagioni dell’anno, dalle Dolomiti Lucane alla Serra Dolcedorme. Inoltre, i maneggi e gli agriturismi presenti nel territorio propongono soluzioni adatte a tutti i livelli di esperienza per escursioni a cavallo

Non mancano le località sciistiche, come il comprensorio presso il passo La Sellata, a pochi chilometri da Potenza.
La riserva naturale del Lago Pantano di Pignola è un vero paradiso per gli amanti del birdwatching, che dai capanni in legno disseminati nel parco possono osservare il comportamento di poiane, folaghe, nibbi, falchi, aironi, cormorani e, in primavera ed estate, del tuffetto, simbolo della riserva. 

Prodotti tipici di Potenza e Provincia

I sapori caratteristici della gastronomia della Basilicata sono pungenti: il peperoncino e le erbe aromatiche ne sono esempi. Elemento base è la carne di maiale: i lucani sono dei veri esperti nel trattare prosciutti, salsicce, capicolli e pancetta. Piatti tipici sono ad esempio: cotechinata, frittura di maiale, peperonata con carne di maiale, sanguinaccio. Oltre al maiale, è utilizzata anche la carne di pecora e agnello.

Tra i piatti di pesce segnaliamo zuppe di mare, anguille, trote e baccalà al forno. Per quanto riguarda i primi piatti, la protagonista di ogni pranzo è la pasta fatta in casa nelle sue molteplici forme: fra le più tipiche troviamo orecchiette, cavatelli, strozzapreti, fusilli e strascinate. Tipici della Basilicata sono infatti i fusilli con le fave.

Tra le altre specialità gastronomiche lucane sono da citare i formaggi: scamorze, provole e ricotte. Diffusa la preparazione del caciocavallo, un formaggio che deve il suo nome al metodo di stagionatura: le forme vengono accoppiate ed assicurate a ‘cavallo’ di un bastone. Da ricordare anche il rinomato “pecorino di Moliterno”.

I tre vini più famosi della Basilicata, infine, sono l’Aglianico, rosso che ha ottenuto il riconoscimento della denominazione di origine controllata, il Moscato, bianco frizzante e il Malvasia, tipico vino da dessert.

Matera e Provincia peculiarita

Quella di Matera è una delle due province della Basilicata.

Chiese rupestre gravina di Matera

Borgo sulle piccole Dolomiti Lucane

Fanno parte del territorio provinciale due riserve naturali regionali: la Riserva regionale San Giuliano, che è un’importante zona umida per la nidificazione degli uccelli e comprende l’omonimo lago artificiale ed il Bosco Pantano di Policoro, oasi del WWF, residuo delle estese formazioni forestali d’alto fusto che coprivano tutta la costa acquitrinosa prima degli interventi di bonifica. 

Sono inoltre presenti nel territorio la zona monumentale-ambientale dei Calanchi (formazioni argillose profondamente erose dalle acque in solchi, crepacci, creste aguzze e piccole vallette), il Parco naturale di Gallipoli Cognato – Piccole Dolomiti Lucane e una piccola porzione del Parco nazionale del Pollino. Dulcis in fundo, ovviamente, incanteranno tutti i visitatori i cosiddetti “Sassi di Matera”:  case sovrapposte le une alle altre e unite tra loro da stradine tortuose e ampie scalinate, letteralmente costruite dentro alla roccia e e al tufo della montagna. Un vero proprio spettacolo, che ha valso alla città l’inserimento, nel 1993, nella World Heritage List dell’UNESCO.

Cosa vistare a Matera e Provincia

Parlando di Matera, non si possono non citare i celeberrimi Sassi, che hanno reso la città famosa in tutto il mondo e, da soli, giustificano un viaggio in Basilicata. Iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO dal 1993, i “Sassi di Matera” sono case sovrapposte le une alle altre e unite tra loro da stradine tortuose e ampie scalinate, abitate dall’antichità alla metà del secolo scorso, di cui solo la facciate è in muratura, mentre il resto – spesso un unico ambiente – è scavato nella roccia. Di fronte ai sassi, un’imponente gravina offre uno spettacolo indimenticabile.

i migliiori ristotanti di matera

Il termine “Sassi” in questo caso significa infatti “rioni pietrosi abitati”, ed è stato utilizzato fin da Medioevo per indicare i due rioni che nacquero intorno al nucleo originario della città antica, la Civita, occupando le due conche carsiche sovrastanti i dirupi del torrente Gravina:

il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso. 

Oltre alla case, completano il panorama architettonico una serie di chiese, sempre scavate nella roccia. Tra i monumenti più significativi presenti nel Sasso Caveoso ricordiamo la Chiesa di San Pietro Caveoso, la Chiesetta rupestre di Santa Lucia delle Malve, fondata da una comunità benedettina intorno all’VIII secolo, la Chiesa di Madonna dell’Idris, che conduce nella cripta di San Giovanni in Monterrone, ricca di notevoli affreschi di varie epoche, il Cimitero barbarico nel Rione Malve e le quattro chiese rupestri del Convicinio di Sant’ Antonio

Nel Sasso Barisano segnaliamo invece la Chiesa di San Pietro Barisano, una delle più grandi chiese di Matera scavate nella roccia, la Chiesa della Madonna delle Virtù, che faceva parte di un antichissimo monastero e la Chiesa di S. Agostino, costruita nel 1591 in stile barocco. 

Da visitare a Matera sono anche il Duomo, realizzato nel 1268-70 in stile romanico, Palazzo Lanfranchi, massima espressione dell’architettura del Seicento a Matera, e i numerosi musei della città tra cui il Museo archeologico nazionale “Domenicoa Ridola”, il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna e il MUSMA, Museo della Scultura Contemporanea di Matera. 

Nelle vicinanze di Matera  si trova poi il Parco archeologico storico e naturale delle Chiese rupestri del Materano, che raccoglie un patrimonio storico e archeologico di eccezionale valore: oltre 160 chiese rupestri, tre villaggi neolitici (Serra d’Alto, Timmari e Murgia Timone), e un numero imprecisato di tombe preistoriche. 

Nella zona sud-orientale di Matera si trovano inoltre una serie di deliziose cittadine tra cui Montescaglioso, con la splendida Abbazia di San Michele Arcangelo, Miglionico, con l’imponente Castello del Malconsiglio, Bernalda, col Castello quattrocentesco, e ancora Tricarico, Grassano, Irsina e Ferrandina, tutte ricche di monumenti. 

Proseguendo verso Sud, si arriva nella suggestiva zona dei Calanchi, con colline di argille bianche, pinnacoli, coni e piccoli canyon scavati dal sole e dalla pioggia. Da segnalare in questa zona è anche il suggestivo borgo di Craco, oggi disabitato ma pieno di stratificazioni storiche, con il castello e un gruppo di case aggrappate alla roccia dietro cui si snodano vicoli, scale e piazzette. E ancora, la cittadina di Tursi, con il quartiere Rabatana, le rovine del castello e la chiesa di S. Maria Maggiore della Rabatana, e la vicina chiesa di S. Maria d’Anglona. 

Costa Ionica di Metaponto

Infine, è da ricordare la zona costiera intorno al Mar Ionio, unica zona pianeggiante della Provincia e ricca di reperti archeologici, dato che in passato fu uno dei maggiori centri della Magna Grecia. Da segnalare in particolare l’area archeologica di Metaponto, con le sue rovine tra cui spiccano il tempio in stile dorico-arcaico dedicato alla dea Hera, detto Tavole Palatine, il tempio di Apollo in stile dorico e il tempio ionico dedicato ad Afrodite, edificato intorno al 470 a.C.. Meritano una visita, ancora, l’antica agorà con il teatro e il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto.

Si distingue, infine, Policoro, con il Castello, il Parco archeologico con le rovine greche e il Museo nazionale della Siritide.  

Cosa Mangiare a Matera e Provincia

Pane Igp Matera

Protagonista indiscusso della gastronomia lucana, simbolo di genuinità, è il pane, prodotto a Matera e disponibile in pagnotte da 1 o 2 kili. Questo tipo di lievitato, con la sua forma caratteristica e il suo profumo antico è identificato con il marchio IGP e rappresenta il simbolo della città di Matera.

In gastronomia, molti sono i punti in comune della provincia di Matera con la vicina Puglia: tra tutti, le orecchiette, che vengono preparate al sugo o con le cime di rapa, i broccoli, il cavolfiore o la mollica di pane e uva sultanina. In cucina è molto usato il peperoncino, come nella vicina Calabria, che viene chiamato in almeno tre modi: diavulicchiu, frangisello, cerasella.

Altro piatto tradizionale del materanese è il cotto di fichi, una sorta di composta prodotta con i fichi, fatti bollire e poi essiccare. Una variante di questo prodotto tradizionale è il cotto di fichi d’india. Un prodotto locale famoso è sicuramente il fungo cardoncello, cucinato in svariati modi o mangiato anche crudo con ricotta dura, limoni e l’olio d’oliva delle Murge materane. Bisogna provare, ancora, la minestra di grano e ceci e il cialled, zuppa con pane raffermo, uova, olive, pomodoro e altre verdure. Non mancano piatti tradizionali legati ad eventi di carattere religioso.

Tipici del periodo pasquale a Matera sono ad esempio i cardi al cacio e uova e i pirc’dduzz (pasta a tocchetti condita con il vino cotto), mentre a Irsina si preparano i fusilli con la mollica di pane fritta aggiungendo il cotto dei fichi.Nell’area del Metapontino sono diffusi piatti a base di pesce, come lo scapece (alici fritte marinate nell’aceto) e il baccalà alla lucana, preparato con peperoni. Molto utilizzate in questa zona sono anche le carni d’agnello e di pecora. Altro piatto tradizionale è il gnummaridd’, particolari involtini con frattaglie di pecora e capretto. La gastronomia materana comprende anche piatti a base di anguille, cucinate con peperoncino, pomodori, menta e alloro.

Tra i formaggi ricordiamo la ricotta, il pecorino e la burrata. Tra i dolci, oltre ai fichi con il miele troviamo il pasch’nisch, un dolce settembrino preparato con semolino e mosto d’uva e il cuccìa, in comune con la provincia di Potenza, un dolce di grano lessato e mescolato al cioccolato, chicchi di melograno, noci e vino cotto. Tra i vini, infine, ricordiamo il Val Bradano, il Sangiovese, il Moscato, il Malvasia e l’Elixir di noci.